Cous Cous Fest 2014

Una sola strada porta a San Vito Lo Capo così come unica è la vista, quella del mare.

Protagonista indiscusso dell’evento è il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura e contaminazione.

Una gara gastronomica tra chef di vari paesi, momenti di approfondimento dedicati ai cous cous del mondo, incontri culturali e spettacoli. Ma prima di entrare nel vivo della festa ecco poche righe per approfondire la storia di questo piatto “senza confini”: il cous cous, piatto giramondo, unisce in sé il globale e il locale.

Ovunque sia approdato, in giro per il mondo, il piatto ha sposato le caratteristiche del territorio, legandosi profondamente alle tradizioni, religiose e conviviali dei popoli e diventando, volta per volta, maftoul, kseksou, cuscus, cascasa, sekso, kskso, kuskus, kuski, burgul o tabouleh. Ricetta a base di semola di grano, cotta a vapore, servita con un bouillon aromatico arricchito da verdure di stagione, legumi, aromi e spezie, carne o pesce, rappresenta da sempre il piatto simbolo della cucina maghrebina, specie nei giorni di festa.

Un assaggio di saperi e sapori che esplode poi dal 23 settembre fino al 28 nell’evento vero e proprio 2014 con il festival internazionale dell’integrazione culturale, che prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace, comune a molte culture, promuove un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo.

Per tutti al villaggio gastronomico, aperto dalle 12 alle 24, oltre 30 ricette di cous cous da degustare nelle Case del cous cous, i tradizionali punti di degustazione in stile arabo. Alla Casa del cous cous dal mondo, le varianti internazionali di cous cous, a quella del Mediterraneo, i piatti ispirati ai sapori del mare nostrum, alla Casa del cous cous di San Vito Lo Capo, le ricette del territorio, mentre Al Waha, la tenda berbera allestita sulla spiaggia di San Vito Lo Capo, i profumi e i sapori del cous cous sono serviti in riva al mare. Nel menu anche i dolci della tradizione siciliana abbinati ad etichette selezionate. Il biglietto per le degustazioni costa 10 euro e prevede un piatto di cous cous a scelta, un dolce e un bicchiere di vino.

E tra profumi di mare e di ciclamino, bianco come le basse case di impronta araba, e i cortili rigogliosi di fiori di buganvillea, ogni giorno dalle 17 a mezzanotte, all’expo village, ci si può immergere in un coloratissimo mercato, vero e proprio suq, alla scoperta dell’artigianato e dei manufatti tipici dei paesi in gara e siciliani in particolare.

Mentre esplode la musica. Ogni sera un artista, un concerto, uno spettacolo diverso.

E prima di andare a dormire girate lo sguardo al faro, simbolo del paese e una delle costruzioni più importanti della Sicilia. Sentinella silenziosa la cui luce rompe il buio della notte fino ad oltre venti miglia marine, da secoli ha fatto da guida alle navi romane, fenicie, arabe e normanne che hanno costeggiato quel litorale meridionale. Costruito durante il Regno Borbonico, tra il 1800 e il 1850, il faro si eleva per ben 43 metri sul livello del mare.

Al mattino la festa del gusto riprende anche con altri sapori: da provare i prodotti di tonnara e le busiate, tipica pasta casalinga con il pesto alla trapanese, a base di pomodoro, aglio e prezzemolo. E tanti dolci favolosi, dai classici della tradizione siciliana ai gelati e alle granite, fino alle cassatelle, ravioli fritti ripieni di ricotta, ai cannoli e al caldofreddo, cialda imbevuta di rhum e ricoperta con gelato e cioccolata calda.

Per smaltire? Una bella (in tutti i sensi) dritta è puntare a uno dei tramonti più spettacolari della zona che si ammira da monte Cofano, la cima che sovrasta la cittadina, riserva naturale, raggiungibile a buon passo di trekking o in mountain bike, lungo un comodo sentiero che permette di effettuare il periplo della costa. Per smaltire ancora di più si può salire fino in vetta.

San Vito Lo Capo, inoltre, vanta uno dei più grandi comprensori d’arrampicata del sud Italia. Quasi cinquecento vie perfettamente chiodate su ottima roccia si inerpicano tra falesie mozzafiato con tiri di tutte le difficoltà. E, ad ottobre, per gli appassionati, un’anticipazione da mettere in agenda: il Sanvito climbing festival.


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